Criptare i propri dati sensibili con TrueCrypt

sabato, 16 febbraio 2008 20.22 by Marco Bellinaso

Probabilmente molti di voi si saranno chiesti almeno una volta come sia possibile proteggere file e dati sensibili salvati nel proprio notebook nel caso questo venga smarrito o rubato. BitLocker Drive Encryption è una tecnologia che Microsoft ha introdotto con Windows Vista, che permette di criptare un'intera unità disco (o meglio, cripta un intero volume logico...ce ne potrebbero essere di multipli sullo stesso drive). La chiave per la decodifica può essere salvata su un particolare chip (eventualmente inserito dal produttore nel PC) chiamato TPM (Trusted Platform Module) oppure su drive/chiavetta USB esterno. Per poter funzionare BitLocker ha bisogno di un volume non criptato da cui fare il boot, e il volume criptato dove è installato Vista. Tutto molto interessante; purtroppo però BitLocker è incluso solo con Vista Ultimate ed Enterprise...addirittura i possessori della molto diffusa Business restano esclusi. Per ulteriori informazioni su BitLocker potete fare riferimento a questa pagina, o a quest'altra.

TrueCrypt invece è un tool open-source e cross-platform (esistono versioni per Windows, Mac OS X e Linux) che permette di fare le stesse cose, ma anche più. Infatti oltre ad essere in grado di criptare un intero volume (dalla versione 5.0, rilasciata proprio pochi giorni fa, può anche cifrare l'unità dove è installato il sistema operativo, ed eseguire l'autenticazione in fase di boot) può anche creare dei speciali file -- chiamati file container -- che una volta montati tramite TrueCrypt appaiono come normali unità disco in Explorer, potendo quindi essere sfogliati e usati come destinazione per copiare file, installare applicazioni ecc. Sono una sorta di drive virtuali in pratica, che però sono completamente criptati. L'operazione di decrittazione avviene solamente in memoria al momento delle lettura del file (o parte di esso) da parte dell'applicazione che lo apre.

Una funzionalità molto interessante di TrueCrypt è la possibilità di creare dei volumi nascosti: in pratica viene creato un volume dentro un altro volume gestito da TrueCrypt; ciascuno di questi due volumi ha una diversa chiave per la decrittazione, e quando si cerca di montare il file container TrueCrypt in realtà monterà il volume esterno o quello interno a seconda della chiave fornita. Questa feature potrebbe essere utile nel caso fossimo costretti a rivelare la password del file container: rivelando la password per il volume esterno (che conterrà dei file non-sensibili, lì presenti solo a testimoniare che la password era corretta e che il volume è stato montato) i dati del volume interno e nascosto resteranno al sicuro. Ok, ok, non so quanto sia probabile che qualcuno ci minacci di morte se non gli riveliamo la password del file container, quindi a meno che non lavoriate per la CIA non so quanto sia effettivamente utile questa feature...però fa figo, no? Cool

Un'altra possibilità interessante (e sicuramente più utile concretamente ai più rispetto alla precedente...) è la presenza del Traveler Mode, ovvero la possibilità di creare tramite wizard una chiavetta USB con tutto quello che serve per usare volumi cifrati: il wizard copia l'eseguibile di TrueCrypt (utilizzabile su altri PC senza bisogno di installazione), crea il file container, e opzionalmente crea anche un file autorun.inf che fa partire automaticamente TrueCrypt all'inserimento della chiavetta. Portandomi sempre dietro una chiavetta con file vari personali, questa è una funzionalità che ho molto apprezzato.

Infine faccio notare che essendo TrueCrypt disponibile per Windows, Mac e Linux, un file container creato su una piattaforma può essere successivamente essere aperto da un'altro sistema operativo. In conclusione, è un tool che non potete non provare.

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Ridimensionare immagini multiple con Fotosizer

giovedì, 7 febbraio 2008 15.47 by Marco Bellinaso

Sia per Pet-files che per CentoMETRI ho dovuto fare l'upload di centinaia di foto. Le foto scattate con una digitale da 8 Mpx erano ovviamente inutilmente grandi e troppo pesanti per l'utilizzo sul web, e quindi ho deciso di ridimensionarle tutte a 800x600 (o 600x800, a seconda dell'orientamento). La mia vecchia versione di Paint Shop Pro (che uso ancora perchè free) non offre una funzione di batch resizing purtroppo e ho dovuto cercare altro. Sembra che non ci sia neanche in Photoshop nativamente, sebbene esistano degli script e plug-in che sopperiscono a questa mancanza. Volendo però qualcosa di super leggero e dall'utilizzo immediato ho cercato un po' in giro, trovando esattamente quello che faceva al caso mio: Fotosizer.

E' possibile aggiungere alla coda da processare file multipli (o interi folder) trascinandoli direttamente da Windows Explorer, piuttosto che selezionandoli dalla tipica finestra di dialogo "Seleziona File" di Windows. Si imposterà poi la nuova dimensione per le immagini (o come valore assoluto o come percentuale della dimensione attuale), il folder di destinazione e il pattern per nominare i nuovi file. C'è anche un'opzione che permette di invertire automaticamente i valori per larghezza e altezza a seconda dell'orientamento della foto originale (proprio quello che mi serviva!).

L'interfaccia è semplicissima e funzionale, il programma è veloce, leggero - fa un solo compito e lo fa bene...perchè non possono essere così tutte le utility che si trovano in giro? Mi trovo perfettamente d'accordo con Jeff Atwood quando nel suo post "Why Does Software Spoil?" lamenta il fatto che molti software (magari originariamente ottimi per i motivi sopraccitati) crescendo diventino pieni di roba inutile, più pesanti, e meno immediati nell'utilizzo...perdendo di fatto valore! Un peccato...

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DiffMerge, il tool cross-platform definitivo per il confronto di file

sabato, 2 febbraio 2008 12.45 by Marco Bellinaso

Un tool di diff/merge di file testuali è essenziale per qualsiasi sviluppatore o web designer, ma anche per normali utenti che si trovino spesso a lavorare con file txt. Esistono letteralmente centinaia di software di questo tipo, scritti in qualunque linguaggio, per qualunque piattaforma...e per tutte le tasche. Quelli di ottima qualità e ricchi di funzioni però non sono molti, e spesso sono shareware. Io uso DiffMerge da giugno scorso, quando Eric Sink (fondatore di SourceGear, la società che tra le altre cose produce Vault, la popolare alternativa a SourceSafe per il version-control) lo ha annunciato nel suo blog. Il tool, originariamente sviluppato come parte di un altro software (commerciale), è stato poi rilasciato separatamente in forma completamente gratuita. Possiede tutto quello che serve: funzionalità diff e merge tra due file o su tutti i file di due folder, supporto per vari tipi di encoding (42!), varie opzioni di configurazione, e versioni specifiche (ed equivalenti) per Windows, Mac e Linux!

Una delle poche critiche che al tempo ricevette il tool (nei commenti del post di annuncio) fu la mancanza di integrazione con Windows Explorer, per selezionare i due file da confrontare direttamente tramite il loro menu contestuale. Ho scoperto solo oggi che l'ultima versione rilasciata, la 3.1.0, ha aggiunto anche questa funzionalità.

 

La qualità di livello commerciale (compreso il supporto tecnico), la ricchezza di funzionalità, il fatto che sia cross-platform (cosa parecchio importante per chi lavora su sistemi operativi diversi e vorrebbe poter usare ovunque lo stesso tool) e il prezzo assolutamente conveniente (0€) rendono DiffMerge il vincitore della categoria.

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